Sanificazione ambienti contaminati

La sanificazione ambientale in tempi normali è una procedura che si effettua raramente, poche volte all’anno. Attualmente, l’emergenza Coronavirus l’ha resa molto frequente; ecco come viene svolta dalle nostre imprese di pulizia.

La procedura inizia con la vestizione dell’operatore, utilizzando i corretti DPI e seguendo passaggi precisi per garantirne la massima protezione:

  • lavare le mani per almeno 20-30 secondi con acqua corrente e sapone
  • infilare il primo paio di guanti monouso facendoli aderire sopra le maniche della maglia
  • indossare la tuta monouso
  • calzare i copri scarpe monouso
  • mettere la maschera integrale e il secondo paio di guanti

La maschera antigas utilizzata è un elemento protettivo molto importante; è realizzata con materiale gommoso EPDM (Etilene Propilene Diene), altamente resistente a sostanze pericolose; ha un visore in policarbonato antiappannante; è antiallergica e offre ampio campo visivo. Oltre a isolare completamente gli occhi, il suo filtro d’aria intercambiabile protegge le vie respiratorie da polveri, insetticidi, vapori inorganici, anidride solforosa, ammoniaca, inquinanti volatili sospesi nell’aria, permettendo di operare in ambienti contaminati dal virus.

Lo strumento di sanificazione usato è il nebulizzatore ULV (ultra basso volume), una macchina che riduce un prodotto liquido specifico contro il COVID-19 in piccolissime gocce della dimensione di 20-400 micron e le diffonde come fosse una sottilissima nebbia in un raggio di azione che arriva fino a 30 metri. Il prodotto disinfettante così nebulizzato agisce sulle pareti, sulle strutture e su tutto ciò che è presente nell’ambiente, arrivando ad agire in ogni piccolo spazio, anche quelli normalmente irraggiungibili con interventi manuali.

L’operatore, una volta pronto, entra da solo nello spazio da sanificare e con il nebulizzatore ULV copre la sua intera superficie e tutto ciò che è presente con diverse passate, diffondendo il prodotto disinfettante in piccole nuvole, tecnicamente definite come vapore secco a freddo.

L’intervento si conclude con la svestizione in sicurezza degli indumenti protettivi, seguendo la logica di evitare qualsiasi contatto diretto con le superfici esposte al possibile contagio. Il materiale monouso utilizzato è depositato in appositi contenitori chiusi per lo smaltimento, mentre i dispositivi tecnici riutilizzabili vengono avviati alla sanificazione.

La professionalità degli operatori AIPCT garantisce sempre un valido aiuto, ancor più quando, come in questi casi, il rischio è alto ed è quanto mai necessaria capacità, esperienza e specifica dotazione tecnica.